Tertia, Golden Ale Trappista con foglie d’ulivo dell’Abbazia delle Tre Fontane

Facciata dell’Abbazia delle Tre Fontane a Roma, sede della storica birra trappista italiana, immersa nel verde e nella quiete monastica.

Un sorso di spiritualità dal sapore mediterraneo nel cuore di Roma sud

Tra i luoghi in cui la spiritualità monastica incontra l’arte brassicola, l’Abbazia delle Tre Fontane occupa un posto privilegiato. Mercoledì 17 settembre ho avuto l’opportunità di visitare il complesso e di degustare alla spina, nella caffetteria interna, la Tertia Golden Ale Trappista prodotta dai monaci. Sorto sui luoghi del martirio di San Paolo, il monastero custodisce l’unico birrificio trappista italiano riconosciuto dall’Associazione Internazionale Trappista, un primato che colloca questa realtà nel ristretto novero dei luoghi al mondo in cui la dimensione spirituale si intreccia con una produzione brassicola di altissima qualità

La visita al plesso monastico restituisce immediatamente un senso di raccoglimento e di pace, quasi inatteso per chi si trova nel cuore di Roma sud. Avrei desiderato approfondire questa esperienza entrando nel birrificio e potermi confrontare con il mastro birraio, ma tale possibilità non è concessa né al pubblico né agli addetti del settore, come mi è stato confermato nei giorni precedenti. Una scelta che appartiene alla clausura e alla riservatezza della vita monastica, e che finisce per avvolgere la birra in un’aura di mistero, rendendo la degustazione ancora più singolare.

La Golden Ale nasce da una ricetta semplice e lineare, che si fonda su acqua, malto d’orzo, luppoli e lievito, ma trova la sua cifra distintiva nell’aggiunta di foglie d’ulivo e cardamomo. Due ingredienti che esprimono una doppia anima: da un lato il legame profondo con la cultura mediterranea, dall’altro un richiamo a influenze tropicali e a saperi antichi, capaci di introdurre una dimensione internazionale senza tradire la radice italiana.

Alla spina, questa birra svela un profilo sensoriale di notevole eleganza. Nel calice appare dorata e luminosa, avvolta da una schiuma bianca, fine e persistente. Al naso esprime freschezza e vitalità, con nette sfumature erbacee che richiamano la foglia d’ulivo, mentre il cardamomo affiora con misura, regalando una nuance balsamica di grande finezza. In bocca l’ingresso è immediatamente rinfrescante, l’evoluzione scorre armoniosa con un susseguirsi equilibrato di sensazioni erbacee e speziate, fino a chiudere in un finale amaro, secco e nitido, che invita naturalmente al sorso successivo. La struttura leggera ma calibrata sostiene un carattere al tempo stesso dissetante e profondo, capace di coniugare immediatezza e complessità in un’unica esperienza gustativa.

Dal punto di vista gastronomico, si propone come partner ideale di una cucina mediterranea che prediliga autenticità e leggerezza. La sua freschezza dialoga con verdure di stagione, formaggi freschi, piatti di pesce e carni bianche delicate. Ciò che colpisce davvero, tuttavia, è la sua capacità di imporsi anche da sola: una birra che non necessita di abbinamenti per esprimere appieno la propria originalità, trasformando la degustazione in un’esperienza compiuta.

La Tertia Golden Ale delle Tre Fontane non è soltanto una birra trappista: racconta una storia di clausura e apertura, di silenzio e di aromi vivi, di radici italiane e orizzonti lontani. Un sorso che resta impresso nella memoria, non soltanto per il profilo gustativo, ma per il significato che porta con sé: da un luogo di silenzio, preghiera e meditazione prende forma una birra capace di superare i confini del chiostro e farsi linguaggio universale, raccontando al mondo intero la forza di una tradizione che si rinnova nel calice.

Vuoi parlarmi
di un tuo progetto?