Il vino come espressione artistica della Sicilia contemporanea
Nel vino esiste una dimensione che va oltre la tecnica e la degustazione. Ogni grande produttore possiede una cifra stilistica, un modo personale di interpretare territorio, vitigni e tempo. Durante la masterclass dedicata a Donnafugata, organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier e condotta davanti a una sala sold out con oltre settanta partecipanti, ho scelto proprio questa chiave di lettura: osservare il vino come forma d’arte, dove ogni autore imprime la propria visione.

È stata una prospettiva utile per comprendere la filosofia di Donnafugata e, in particolare, la visione creativa che negli anni Antonio e soprattutto José Rallo hanno saputo portare nel progetto dell’azienda. Non solo attraverso lo stile dei vini, ma anche attraverso un elemento distintivo della cantina: le etichette artistiche, veri racconti visivi che accompagnano ogni bottiglia e che riflettono un approccio al vino profondamente culturale.
La serata nasce da un dialogo con Alessandro Lodico, area manager Sud Italia di Donnafugata, con l’idea di costruire un percorso che permettesse di leggere la produzione della cantina attraverso due territori straordinari e profondamente diversi: l’Etna e Pantelleria.
A rappresentare l’azienda erano presenti Francesco Ferreri, membro del Consiglio di Amministrazione di Donnafugata e figura di primo piano del panorama vitivinicolo siciliano, Alessandro Lodico e Nino Santoro, enologo della cantina. La loro partecipazione ha reso la degustazione un vero momento di confronto tra produzione, interpretazione e cultura del vino
L’Etna: precisione, verticalità, identità

Negli ultimi vent’anni l’Etna è diventato uno dei territori più interessanti dell’enologia europea. L’altitudine dei vigneti, la natura lavica dei suoli e le forti escursioni termiche generano vini caratterizzati da verticalità gustativa, tensione minerale e grande eleganza.
La degustazione si è aperta con tre annate di Sul Vulcano Etna Bianco DOC, basato principalmente sul Carricante.
La sequenza 2022, 2021 e 2020 ha offerto una lettura estremamente chiara dell’evoluzione del vino.
Il 2022 ha mostrato la dimensione più giovane del vitigno: agrumi, fiori bianchi e una freschezza vibrante sostenuta da una marcata sapidità.
Il Sul Vulcano 2021 è stato senza dubbio il vino più straordinario della serie. Un Carricante di grande precisione aromatica e profondità gustativa: agrume maturo, erbe mediterranee, pietra lavica e una progressione verticale che si sviluppa con grande eleganza. Un vino che dimostra con chiarezza il potenziale dei bianchi etnei e la capacità di Donnafugata di interpretare questo territorio con uno stile preciso e riconoscibile.

Il 2020, più evoluto, ha mostrato una dimensione diversa del vitigno, con note di frutta gialla, miele e leggere sfumature idrocarburiche, mantenendo comunque la caratteristica tensione minerale.
Nerello Mascalese: eleganza mediterranea
Il percorso è proseguito con due interpretazioni dell’Etna Rosso basate sul Nerello Mascalese, vitigno capace di coniugare struttura ed eleganza con una straordinaria capacità di lettura del territorio.
L’Etna Rosso DOC Contrada Marchesa 2020 ha mostrato un profilo fine e territoriale, con note di ciliegia, erbe aromatiche e cenere vulcanica.
Il Fragore 2020 – Etna Rosso DOC Contrada Montelaguardia ha espresso invece maggiore profondità e complessità, con tannini setosi e una persistenza gustativa di grande classe.

Sono vini che confermano come il Nerello Mascalese rappresenti oggi una delle interpretazioni più raffinate del vino mediterraneo.
Una bollicina alla moda
Tra le etichette degustate ha suscitato curiosità lo spumante rosé da Nerello Mascalese realizzato in collaborazione con Dolce & Gabbana, progetto che unisce identità territoriale e linguaggio contemporaneo.
Nel calice emergono fragolina, melograno e agrumi sostenuti da una bollicina fine e da una marcata freschezza.
Pantelleria: la luce del Mediterraneo
Se l’Etna rappresenta la dimensione verticale e minerale della Sicilia, Pantelleria ne racconta l’anima più luminosa.
Il finale della degustazione è stato dedicato a Ben Ryé Passito di Pantelleria DOC, uno dei vini simbolo della produzione Donnafugata.
La sequenza delle annate 2023 e 2017 ha permesso di osservare due momenti diversi dello Zibibbo.
Il Ben Ryé 2023 ha espresso un profilo aromatico intenso: albicocca secca, scorza d’arancia, miele e macchia mediterranea.
Il Ben Ryé 2017, più evoluto, ha mostrato maggiore profondità aromatica con note di fichi secchi, dattero e spezie dolci, mantenendo una sorprendente freschezza gustativa.
Il vino come linguaggio culturale
Guardare il vino come forma d’arte aiuta a comprenderne la complessità. Così come ogni artista possiede una propria cifra stilistica, anche ogni cantina sviluppa nel tempo un linguaggio riconoscibile.
Nel caso di Donnafugata questo linguaggio si esprime attraverso una combinazione di territorio, creatività e cultura visiva, evidente non solo nello stile dei vini ma anche nelle iconiche etichette che accompagnano ogni bottiglia.
La degustazione ha dimostrato quanto il vino sia un universo vastissimo, fatto di interpretazioni, sensibilità e visioni diverse.
Ed è proprio in questo dialogo tra produttori, professionisti e pubblico che il vino riesce a esprimere la sua dimensione più autentica: non soltanto prodotto agricolo, ma forma di cultura capace di raccontare territori, persone e idee.

Francesco Chittari
Sommelier, degustatore e relatore della Fondazione Italiana Sommelier.
Si occupa di divulgazione enologica, formazione e consulenza nel settore vitivinicolo, collaborando con aziende, istituzioni ed eventi dedicati alla valorizzazione del vino e dei territori.