Riflessioni da un seminario tra scienza, territorio e degustazione
Venerdì 10 ottobre, ho avuto il piacere di moderare e guidare il seminario “Gli altri vini del vulcano” e la degustazione tecnica “1.300 sfumature di Etna – Il censimento delle etichette vulcaniche e il ruolo dei vigneti reliquia”, nell’ambito dell’Etna Wine Forum di Biancavilla.
Un momento intenso e multidisciplinare, in cui il linguaggio del vino si è intrecciato con la scienza dei materiali, la ricerca territoriale e la cultura produttiva etnea.
Gli altri vini del vulcano
L’intervento di Nicola Purrello, direttore di Etna Urban Winery, ha aperto un dibattito fondamentale sul tema della diversità produttiva dell’Etna.
Attraverso un’analisi approfondita, Purrello ha illustrato i risultati di uno studio che censisce oltre 230 produttori e più di 1.100 etichette vulcaniche, distribuite su tutti i versanti e le altitudini della montagna.
Un dato sorprendente riguarda il fatto che un terzo di queste etichette non rientra nella denominazione Etna DOC, ma racconta comunque la stessa identità territoriale attraverso scelte produttive, vitigni e stili che si muovono ai margini — o al di fuori — del disciplinare ufficiale.
Questa pluralità di espressioni rappresenta una ricchezza culturale e produttiva, un patrimonio vivo che coinvolge non solo piccoli vignaioli ma anche realtà consolidate, accomunate dal desiderio di interpretare l’Etna in modo personale.
“Gli altri vini del vulcano” diventa così un concetto che va oltre la classificazione tecnica: è una visione del territorio come mosaico dinamico di storie, suoli e identità.
La scienza del suolo e il valore delle vinacce etnee
A seguire, Antonella Castro, ricercatrice e PhD in Scienza dei materiali e nanotecnologie presso l’Università di Catania, ha condotto un intervento di grande interesse sul tema del legame tra suolo e vino, spiegando come la particolare composizione vulcanica influenzi struttura, aromaticità e longevità dei vini etnei.
La sua relazione, “Dal vulcano all’energia sostenibile: la rinascita dell’oro rosso dell’Etna”, ha portato l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: la valorizzazione delle vinacce, in particolare del Nerello Mascalese, come risorsa nutraceutica e cosmetica.
Le sue ricerche mostrano come i sottoprodotti della vinificazione possano diventare materia prima per l’economia circolare, grazie all’alto contenuto di polifenoli, antociani e flavonoidi: una nuova forma di sostenibilità applicata al mondo del vino.

“1.300 sfumature di Etna”: la degustazione
La seconda parte del seminario è stata dedicata alla degustazione tecnica che ho avuto l’onore di condurre, con l’obiettivo di restituire sensorialmente la varietà di espressioni che compongono il mosaico enologico del vulcano.
Vini provenienti da diverse contrade e altitudini hanno raccontato la complessità del paesaggio etneo, ciascuno con la propria identità e storia:
dal Carricante e Minnella coltivati tra i 780 e i 1.080 metri, simbolo della viticoltura estrema di Tenuta del Vallone Rosso, allo Chardonnay di Tenuta Papale prodotto in contrada Valcorrente, che mostra la versatilità del suolo vulcanico,
fino al Balat — blend di Nerello Mascalese, Carricante e Cappuccio — di Etna Urban Winary e ai due Nerello Cappuccio (rosato e rosso) dell’azienda Agata Santangelo.
In chiusura, San Placido 1541 di Palmento Gangi ha rappresentato il dialogo tra tradizione e nuove generazioni, ricordandoci come il vulcano sia anche una scuola di continuità e rinnovamento.
Ogni calice ha offerto una diversa chiave di lettura del territorio: dalla freschezza minerale alle note balsamiche, dall’energia salina ai sentori floreali e speziati che contraddistinguono l’Etna in ogni sua sfumatura.
Una visione condivisa del vulcano
Il confronto con Nicola Purrello e Antonella Castro ha confermato quanto il futuro dell’Etna risieda nella collaborazione tra discipline e prospettive diverse. Il vino non è soltanto un prodotto agricolo, ma un racconto collettivo che unisce ricerca, artigianato, cultura e innovazione.
Attraverso la scienza, la sensibilità produttiva e l’esperienza del degustare insieme, abbiamo provato a restituire un’immagine più ampia del vulcano: non solo un terroir, ma un ecosistema culturale che evolve continuamente.

Etna Wine Forum – Biancavilla, 10 ottobre 2025
Seminario: “Gli altri vini del vulcano”
Degustazione: “1.300 sfumature di Etna – Il censimento delle etichette vulcaniche e il ruolo dei vigneti reliquia”
Con: Nicola Purrello (Etna Urban Winery) e Antonella Castro (Università di Catania)