Riposto Città della Pomelia: dare forma all’identità di un luogo

Un progetto di marketing territoriale che nasce dall’ascolto della città e trasforma un patrimonio di memorie, paesaggi e consuetudini in una visione condivisa

Progettare l’identità di un territorio non significa attribuirgli un simbolo. Significa saper vedere ciò che è già presente, riconoscerne il valore e creare le condizioni perché possa diventare patrimonio condiviso. È questo il principio dal quale sono partito immaginando “Riposto – Città della Pomelia”.

La pomelia non è stata scelta perché suggestiva, elegante o facilmente traducibile in un’immagine. È stata riconosciuta perché appartiene a Riposto: ai suoi cortili, ai balconi, ai giardini, alla memoria delle famiglie e alla storia di una comunità cresciuta nel dialogo costante tra l’Etna e il mare.

Era già parte del paesaggio e dell’immaginario cittadino. Occorreva soltanto restituirle visibilità, significato e prospettiva.

Il 4 e 5 settembre 2026, dalle 18.00 alle 23.00, Piazza San Pietro ospiterà la Festa delle Pomelie. Le due giornate rappresenteranno la prima manifestazione pubblica del progetto, ma non ne esauriranno l’ambizione.

La Festa è l’inizio di un percorso. Il progetto è ciò che dovrà rimanere.

Prima del progetto, l’ascolto

Ogni territorio possiede un patrimonio di segni, racconti, produzioni e consuetudini. Non tutti, però, riescono a trasformarsi in elementi riconoscibili di un’identità collettiva.

Perché ciò accada non basta una campagna di comunicazione. È necessario un lavoro preliminare di ascolto e interpretazione: osservare il paesaggio, entrare nella memoria delle persone, comprendere le relazioni tra storia, economia e vita quotidiana.

Il marketing territoriale, quando è autentico, non sovrappone a un luogo una narrazione artificiale. Porta alla luce ciò che quel luogo custodisce e lo organizza all’interno di una visione coerente.

A Riposto la pomelia possiede tutte le caratteristiche per diventare un segno identitario. È una presenza botanica, ma anche un deposito di memorie. È legata alla dimensione domestica e, allo stesso tempo, alla storia marittima della città. Appartiene al passato, ma conserva una straordinaria capacità di generare nuovi linguaggi, prodotti ed esperienze.

Per questa ragione “Riposto – Città della Pomelia” non nasce come un’operazione decorativa. Nasce come un progetto culturale, urbano e produttivo.

Il mare, le case, la memoria

La diffusione della pomelia in Sicilia sembra seguire due differenti itinerari.

A Palermo la pianta è legata agli orti botanici, ai giardini aristocratici e alle grandi dimore ottocentesche. A Riposto, invece, la sua storia incontra il porto, i marinai e le rotte commerciali che collegavano la città al Mediterraneo e a destinazioni più lontane.

Secondo le ricostruzioni storiche, la pomelia era già presente nel territorio ripostese tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento. Nel corso del secolo, naviganti e famiglie del luogo contribuirono a introdurre, moltiplicare e tramandare varietà differenti.

Accanto alla storia documentata vive poi una memoria più intima, affidata alle famiglie e alla consuetudine del dono.

La pomelia non veniva soltanto acquistata o coltivata. Le sue talee passavano da una casa all’altra e, spesso, da una generazione a quella successiva. Quando una figlia si sposava, la madre le affidava un ramo della propria pianta affinché potesse metterlo a dimora nella nuova abitazione.

Quel ramo portava con sé il profumo della casa d’origine e la continuità del legame familiare. La capacità della pianta di rinascere da una talea lo rendeva anche un augurio di fertilità, prosperità e nuova vita.

La pomelia diventava così qualcosa di più di una presenza ornamentale: era memoria vivente.

È proprio da questa dimensione che il progetto trae la propria forza. Non da un’immagine costruita, ma da un’eredità reale, custodita nei luoghi e nei gesti della comunità.

Dal simbolo a un sistema di relazioni

Un simbolo acquista valore quando smette di essere soltanto rappresentato e comincia a produrre relazioni.

La pomelia può diventare il filo conduttore di un processo che coinvolga il verde e il decoro urbano, la cultura botanica, il florovivaismo, l’artigianato, il commercio, la ristorazione, la scuola, l’arte e l’accoglienza turistica.

Può entrare nel paesaggio della città, ispirare nuovi prodotti, generare esperienze, contribuire alla costruzione di un immaginario riconoscibile. Può soprattutto offrire a soggetti diversi — istituzioni, associazioni, imprese e cittadini — un terreno comune sul quale collaborare.

È questa la traiettoria di “Riposto – Città della Pomelia”: partire da un elemento identitario e costruire progressivamente attorno ad esso un ecosistema culturale e produttivo.

La Festa del 4 e 5 settembre costituisce il primo laboratorio pubblico di questa visione. Botanica, arte, memoria, artigianato, gusto e musica non sono stati accostati come semplici contenuti di un programma, ma concepiti come linguaggi differenti attraverso i quali interpretare il medesimo racconto.

Il Gelato ai profumi di Pomelia: la prima idea diventa materia

Il primo esito concreto del progetto è il Gelato ai profumi di Pomelia, sviluppato con il maestro gelatiere Angelo Grasso.

La sua creazione muove da una domanda: è possibile trasformare il profumo e la suggestione di un fiore in un’esperienza capace di raccontare una città?

La risposta non poteva essere affidata a una semplice operazione di fantasia gastronomica. Era necessario un lavoro di ricerca e sperimentazione, nel quale la sensibilità artigianale incontrasse competenza tecnica, conoscenza della materia e coerenza progettuale.

Il risultato non vuole essere soltanto un nuovo gusto. Vuole rappresentare il primo esempio di come la pomelia possa oltrepassare la propria dimensione simbolica e diventare origine di prodotti, esperienze e possibili microfiliere territoriali.

Il gelato sarà presentato ufficialmente durante la Festa e offerto gratuitamente in degustazione in entrambe le giornate.

Da questa sperimentazione prenderà le mosse anche il talk “Dalla Pomelia al prodotto”, che coinvolgerà il professor Pietro Pavone, già direttore dell’Orto Botanico di Catania; il maestro gelatiere Angelo Grasso; la dottoressa Tiziana D’Anna, dirigente scolastica dell’I.I.S. “Leonardo” di Giarre, e il sottoscritto.

Il confronto proverà ad ampliare la prospettiva: dal singolo prodotto alla possibilità di attivare collaborazioni tra artigiani, commercianti, ristoratori, produttori e operatori turistici.

Due giornate, un unico racconto

La Festa è stata costruita secondo un preciso sviluppo narrativo.

Venerdì 4 settembre, con “Riposto fiorisce: il fiore diventa identità”, il programma sarà dedicato al riconoscimento della pomelia come patrimonio della città.

Piazza San Pietro ospiterà il Mercato della Pomelia, le esposizioni florovivaistiche, le produzioni artigianali, le mostre, i laboratori, le installazioni e il live painting di Gabel.Es, realizzato con Urban Street Art Sicily.

Nel corso della serata sarà presentata pubblicamente la visione di “Riposto – Città della Pomelia”, insieme all’assessore comunale agli Eventi, Spettacoli e Attività produttive Davide Palermo.

Interverranno anche Nello Scalone, presidente della Pro Loco Riposto; Adelaide Russo, presidente della Pro Loco Carruba APS, e Rosario Caltabiano, presidente della Pro Loco Torre Archirafi: tre comunità differenti, chiamate a riconoscersi all’interno di una prospettiva territoriale comune.

La presentazione del Gelato ai profumi di Pomelia e il concerto del duo Le Sikelia completeranno la prima giornata.

Sabato 5 settembre, con “Riposto crea: dal simbolo alle nuove idee”, lo sguardo sarà rivolto alle possibili evoluzioni del progetto.

Il talk “Da un fiore a una città” metterà in dialogo botanica, paesaggio urbano, cultura, turismo e sistema produttivo. Parteciperanno Giovanni Zappalà, dell’Associazione culturale “La Plumeria”; il sindaco di Riposto Davide Vasta e il sottoscritto.

La giornata comprenderà il live painting di Marinella Riccobene, i laboratori curati da Enrica Ciulla, le attività per bambini, la degustazione del Gelato alla Pomelia, il concerto dei Melotones e la premiazione del concorso fotografico “La Pomelia tra l’Etna e il mare”.

Uno spazio particolare sarà dedicato alla memoria di Isidoro Trovato, storico presidente dell’Associazione culturale “La Plumeria”. Il riconoscimento consegnato alla famiglia non sarà soltanto un omaggio, ma un gesto di continuità: il nuovo progetto raccoglie il lavoro di chi ha saputo custodire la cultura della pomelia molto prima che essa diventasse parte di una strategia territoriale.

Un progetto può esistere soltanto se diventa comunità

Nessuna identità territoriale può essere costruita da un singolo soggetto. Per diventare credibile deve essere riconosciuta, adottata e interpretata da una comunità.

“Riposto – Città della Pomelia” nasce dalla collaborazione tra il Comune di Riposto, le associazioni, le scuole, gli operatori culturali, gli artigiani, le imprese e le realtà produttive coinvolte.

L’iniziativa è realizzata nell’ambito dell’Avviso “Sicilia che Piace 2026 – Enti locali”, promosso dall’Assessorato regionale delle Attività produttive della Regione Siciliana per sostenere la promozione dei territori e delle eccellenze dell’Isola.

Al progetto partecipano le Pro Loco di Riposto, Carruba e Torre Archirafi, l’Associazione culturale “La Plumeria”Urban Street Art Sicily, l’I.I.S. “Leonardo” di Giarre, il maestro gelatiere Angelo Grasso e le diverse realtà artistiche, artigianali e florovivaistiche presenti durante la manifestazione.

Andò affianca la Festa in qualità di sponsor tecnico, contribuendo alla sua realizzazione.

WeSicily ne è il media partner e accompagnerà il racconto del progetto oltre la dimensione temporanea delle due giornate.

Questa rete non costituisce soltanto il supporto organizzativo della manifestazione. È già parte del progetto, perché dimostra che attorno alla pomelia può nascere un sistema di relazioni capace di coinvolgere competenze, sensibilità e responsabilità differenti.

La Festa è un principio, non una conclusione

Il risultato più importante non sarà ciò che accadrà soltanto il 4 e 5 settembre, ma ciò che potrà cominciare dal giorno successivo.

La prospettiva è fare della pomelia una presenza riconoscibile nella vita e nel paesaggio di Riposto: nel verde urbano, nei prodotti artigianali, nella programmazione culturale, nelle esperienze turistiche e nella narrazione complessiva della città.

Per riuscirci serviranno tempo, continuità e partecipazione. Un’identità non si afferma attraverso un titolo né si consolida con un solo evento. Cresce quando viene condivisa, abitata e tradotta in azioni coerenti.

“Riposto – Città della Pomelia” non vuole attribuire alla città una nuova identità. Vuole dare voce e futuro a qualcosa che le appartiene già.

Perché progettare un territorio significa, prima di tutto, imparare a guardarlo. E riconoscere in ciò che è sempre stato presente la possibilità di ciò che ancora può diventare.

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Sono Francesco Chittari, comunico eccellenze e organizzo eventi per raccontare storie e territori. Mi nutro di bellezza e di cultura del bere bene.

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